parafrasando Dilthey, siamo esseri storici, prima che osservatori della storia; ricordatevene, voi che avete velleità di unicità, per smontarvi quell'alone di unto che vi circonda di banalità. nondimeno, -anzi, mi preme assai di più!- ricordatevene ogniqualvolta vi troviate ad elaborare analisi e tesi sui moviementi delle "cose". è sciocco continuare a separare oggetto e soggetto, interno ed esterno... CI SIETE DENTRO FINO AL COLLO, E UN GIORNO DOVRETE PRENDERVI DELLE FOTTUTE RESPONSABILITÀ DI FRONTE ALLA STORIA!
10 dicembre 2012
08 dicembre 2012
Ouverture Solitude
E così sto quì
mi mordo le labbra
secche
di crepe.
Forse è una ribellione
contro troppe parole
diventano deserto
per l'aridità di uomini
e delle loro glorie
false
Se ti dai
rimani vuota
se non ti dai
sempre abisso
e così sto quì
quattro mura
intorno alla x
che viaggia
o vorrebbe.
ha qualcuno
pensato come me?
mi senti?
la fenomenologia
il costruttivismo
niente possono
senti quello che sento?
aria arida
l'ardore
non può nulla,
se ci metti slancio,
sta' pronta al vuoto.
la neve dovrebbe cadere
io sono caduta prima
di lei
che è bianca
io
ormai
trasparente
esile
esule.
va in scena
un'opera nuova
e il palco è mio
i miei fratelli
si guardano
solo le mani
niente pubblico
io spettatrice
arida
di me stessa
(autocoscienza preriflessiva?)
fatevi terra
tenetemi
crollerò
sotto un potere
inspiegabile
umano
divino
diabolico
"Hypocrite lecteur, — mon semblable, — mon frère!"
mi mordo le labbra
secche
di crepe.
Forse è una ribellione
contro troppe parole
diventano deserto
per l'aridità di uomini
e delle loro glorie
false
Se ti dai
rimani vuota
se non ti dai
sempre abisso
e così sto quì
quattro mura
intorno alla x
che viaggia
o vorrebbe.
ha qualcuno
pensato come me?
mi senti?
la fenomenologia
il costruttivismo
niente possono
senti quello che sento?
aria arida
l'ardore
non può nulla,
se ci metti slancio,
sta' pronta al vuoto.
la neve dovrebbe cadere
io sono caduta prima
di lei
che è bianca
io
ormai
trasparente
esile
esule.
va in scena
un'opera nuova
e il palco è mio
i miei fratelli
si guardano
solo le mani
niente pubblico
io spettatrice
arida
di me stessa
(autocoscienza preriflessiva?)
fatevi terra
tenetemi
crollerò
sotto un potere
inspiegabile
umano
divino
diabolico
"Hypocrite lecteur, — mon semblable, — mon frère!"
24 novembre 2012
Plainsong - the Cure
"I think it's dark and it looks like rain"
You said
"And the wind is blowing like it's the end of the world"
You said
"And it's so cold
It's like the cold if you were dead"
And then you smiled
For a second
"I think I'm old and I'm feeling pain"
You said
"And it's all running out like it's the end of the world"
You said
"And it's so cold it's like the cold if you were dead"
And then you smiled
For a second
Sometimes you make me feel
Like I'm living at the edge of the world
Like I'm living at the edge of the world
"It's just the way I smile"
You said
You said
"And the wind is blowing like it's the end of the world"
You said
"And it's so cold
It's like the cold if you were dead"
And then you smiled
For a second
"I think I'm old and I'm feeling pain"
You said
"And it's all running out like it's the end of the world"
You said
"And it's so cold it's like the cold if you were dead"
And then you smiled
For a second
Sometimes you make me feel
Like I'm living at the edge of the world
Like I'm living at the edge of the world
"It's just the way I smile"
You said
21 novembre 2012
16 ottobre 2012
spaccotutto!
allora ditelo che volete che esploda. cercasi vita esplosiva, io farò da miccia catalizzatrice. chiedo al mio ragasso di addestrare le scimmie volanti per trovarmi casa a Torino, anche con l'esercizio della violenza. Lui non è d'accordo? me le addestro da sola! poi apro l'email e trovo "Chi è lo psicologo e cosa può fare?". Pesissimo. Un sacco di domande tutte insieme, in questi giorni! Ma grazie, Mr. Universo. Me lo fai apposta, eh?, vecchio bastardo. Ma la pellaccia dei Trovato non si scalfisce così facilmente. VE LO FACCIO VEDERE IO DI COSA CAZZO E' CAPACE UNA MALLORY ERASER FOUND. spacco tutto!
A presto, insulsi mortali!
A presto, insulsi mortali!
02 settembre 2012
Down - Where I'm Going
no don't you worry none
leave this part of yourself behind
i'm giving you back to yourself
so should you make the change
(make the change)
or could you right them wrongs?
(right them wrongs)
for i cannot replace where i am going
where i'm goin'on?
so you're angry with me
(angry with me)
what could be better, my love?
have most of everything for yourself
hateful and deserved
(hateful and deserved)
Charlie Manson's eyes
are looking to you back to myself
so should i act my age
(act my age)
or should i just not belong?
(not belong)
for i cannot replace where i am going
where i am goin'on?
where i am going...?
WHERE I AM GOING ON?
30 agosto 2012
"en este mundo hay mucha confusión...
... . suenan los tambores de la Rebelión!"
Ribellione. RIVOLUZIONE.
Esiste un lemma più inflazionato? Ne parlano tutti. "Quì ci vuola una rivoluzione!", "basta co'sti politici, facciamo la rivoluzione!", "quest'università fa schifo: rivoluzione!" e via discorrendo, per qualsiasi ambito non ritenuto funzionante a dovere/degno e quant'altro.
Tutti con le maglie del "Che" Guevara (generalmente chi indossa tali magliette non ha la benchè minima idea di chi fosse, il poro Ernesto), tutti pronti coi forconi, tutti hanno in bocca 'sta parola.
Ed è per questo che non mi piace la gente. RIESCE A PRIVARE DI SIGNIFICATO TUTTE LE COSE CHE MI PIACCIONO. Vedi nel caso di Nothing Else Matters. Ritornando a noi. E' da quando sono piccola che sento farneticare la gente sulla rivoluzione. E mai neppure un accenno ad essa. Ma dico, vi siete resi conto che non basta chiamarsi a vicenda "compagno", che non basta, parlarne, che non si compie da un giorno all'altro? Vi siete chiesti cosa significhi? Rivoluzione non è terrorismo, non è fare le manifestazioni in piazza, non è criticare il mondo/il governo/la politica o chicchessia. Rivoluzione è uno SCONVOGLIMENTO TOTALE degli ordini.
Ma cosa volete sconvolgere, se non riuscite a vincere neanche le vostre piccole paure, manie, ossessioni, cattive abitudini?
Se uno non riesce ad uscire di casa senza trucco, non riesce a smettere di fumare, non riesce a esprimere un sentimento verso un'altra persona, non riesce a trovare il tempo per andare a correre... come cazzo pensa di farla la Rivoluzione?!? Non si può cambiare nulla seduti in poltrona col telecomando in mano, nè scrivendo stati interessanti su facebook.
Si auspica di cambiare l'esterno perchè non si ha voglia di cambiare se stessi. Ma se non si ha autodeterminazione, e autoconsapevolezza, non si ha alcun tipo di potere. Ho imparato che, se sei zoppo, non puoi aiutare uno senza le gambe. Prima è necessario conoscersi e guarirsi, poi si empowerizzano gli altri. Ma l'idea più in voga (lo so che è più facile...!) è sperare che ci arrivi sempre la salvezza dal cielo, o da qualche santo incontrato per caso.
Se non si è disposti a fare il primo passo, nessun passo verrà compiuto verso di te. Se non ti curi del mondo, il mondo non si curerà di te!
E allora, prima di pensare alle grandi battaglie che rivoluzionino gli equilibri mondiali, proviamo prima a vincere le nostre piccole battaglie quotidiane. Act local, think global! Solo così possiamo salvarci da noi stessi ed evitare di inguaiarci a vicenda.
Però, vi prego, BASTA parlare di Rivoluzione, chè non ne siamo degni, al momento!
Ribellione. RIVOLUZIONE.
Esiste un lemma più inflazionato? Ne parlano tutti. "Quì ci vuola una rivoluzione!", "basta co'sti politici, facciamo la rivoluzione!", "quest'università fa schifo: rivoluzione!" e via discorrendo, per qualsiasi ambito non ritenuto funzionante a dovere/degno e quant'altro.
Tutti con le maglie del "Che" Guevara (generalmente chi indossa tali magliette non ha la benchè minima idea di chi fosse, il poro Ernesto), tutti pronti coi forconi, tutti hanno in bocca 'sta parola.
Ed è per questo che non mi piace la gente. RIESCE A PRIVARE DI SIGNIFICATO TUTTE LE COSE CHE MI PIACCIONO. Vedi nel caso di Nothing Else Matters. Ritornando a noi. E' da quando sono piccola che sento farneticare la gente sulla rivoluzione. E mai neppure un accenno ad essa. Ma dico, vi siete resi conto che non basta chiamarsi a vicenda "compagno", che non basta, parlarne, che non si compie da un giorno all'altro? Vi siete chiesti cosa significhi? Rivoluzione non è terrorismo, non è fare le manifestazioni in piazza, non è criticare il mondo/il governo/la politica o chicchessia. Rivoluzione è uno SCONVOGLIMENTO TOTALE degli ordini.
Ma cosa volete sconvolgere, se non riuscite a vincere neanche le vostre piccole paure, manie, ossessioni, cattive abitudini?
Se uno non riesce ad uscire di casa senza trucco, non riesce a smettere di fumare, non riesce a esprimere un sentimento verso un'altra persona, non riesce a trovare il tempo per andare a correre... come cazzo pensa di farla la Rivoluzione?!? Non si può cambiare nulla seduti in poltrona col telecomando in mano, nè scrivendo stati interessanti su facebook.
Si auspica di cambiare l'esterno perchè non si ha voglia di cambiare se stessi. Ma se non si ha autodeterminazione, e autoconsapevolezza, non si ha alcun tipo di potere. Ho imparato che, se sei zoppo, non puoi aiutare uno senza le gambe. Prima è necessario conoscersi e guarirsi, poi si empowerizzano gli altri. Ma l'idea più in voga (lo so che è più facile...!) è sperare che ci arrivi sempre la salvezza dal cielo, o da qualche santo incontrato per caso.
Se non si è disposti a fare il primo passo, nessun passo verrà compiuto verso di te. Se non ti curi del mondo, il mondo non si curerà di te!
E allora, prima di pensare alle grandi battaglie che rivoluzionino gli equilibri mondiali, proviamo prima a vincere le nostre piccole battaglie quotidiane. Act local, think global! Solo così possiamo salvarci da noi stessi ed evitare di inguaiarci a vicenda.
Però, vi prego, BASTA parlare di Rivoluzione, chè non ne siamo degni, al momento!
Delacroix, La Libertà che guida il popolo
27 agosto 2012
revival
Tornano in voga le solite annose questioni; mi mordo la coda e metto in scena per l'ennesima volta lo stesso copione coi soliti dubbi, sempre rigorosamente irrisolti. Devo ancora capire se sia poi così importante, decidire di spezzare questo cerchio solo in nome di quel che in teoria è giusto.
Ho una paura fottuta di cosa mi accadrà nei prossimi mesi. Se sarà davvero Torino. Se verrai davvero. Se mi piacerà la città, la gente, la psicologia. Se mi servirà a crescere in qualche modo, qualsiasi modo. Se cercherò un altro corso di recitazione, se suonerò la chitarra, se avrò modo di fare le foto che ho in testa da anni.
Intanto, la mia moleskine ha subìto l'incuria d'una dannata bottiglia d'alcolico N.A.S., lasciandomi presagire che era necessario recuperare la memoria, rendendola chiara a me e non solo. Mi sono liberata del più grosso fardello della mia vita, anche se avrebbe potuto compromettere tutto. Ha vinto la Verità, e tu sei ancora, miracolosamente quì. Un gesto d'amore incredibile.
Ho lasciato la casa. Ho girato il video coi Death Ss, rischiando di morire di paura, e di freddo, a correre nei boshi a notte fonda, a girare, con le tette al vento, impalata a quindici metri senza protezioni.
Abbiamo visto volare un gatto dal terrazzo, fatto la pizza, preso del grattiny, fatto l'amore, fatto la valigia, preso il pullman, subendo la stupidità, l'ottusità, le pretenziose richieste folli di altri passeggeri che dovevano stare al loro posto a tutti costi, pena la morte subtanea. Fossero morti davvero... Ma poi ha trionfato la rapidità, e ancora una volta niente è riuscito a separarci.
La calda Sicilia. Ancora, dopo anni, mi viene una specie di formicolio al cuore quando intravedo il profilo dell'Etna. La mia testolina bacata ha provato a fottermi e ad instillare i soliti noiosi dubbi, ma poi il caldo, o il viaggi, il fratello, o le onde dylandogghesce m'hanno fatto risalire dagli abissi, risvegliandomi dagli incubi.
Certi amici che ci sono, per così poco, eppure senti le radici, senti che gli vuoi bene, e li perdoni d'ogni sorta d'umana scelleratezza. Io sono fatta così.
E' morto un amico. Torna il disprezzo per le leggi, umane, divine, naturali, catastrofiche... Sempre in balia del vento, è difficile da accettare. Ma è lo scorrere naturale e incessante delle cose, che ci piaccia o no: dura lex, sed lex.
La Toscana. La mia terra d'adozione da ormai 10 anni. Le sue colline, i suoi Canaloni, la gente superba e un po' spocchiosa, i concerti, le possibilità. Gli amici, quelli di nuova data, che ci stai insieme e ne giosci perchè t'hanno capito meglio di quelli che si ostinano a fare i veggenti solo in virtù di ataviche frequentazioni.
Arriva lo studio. Ultimi due esami. Zero voglia di stare sui libri, chè i miei occhi non riescono a rimanere concentrati per più di due minuti su una pagina, chè la fantasia insegue già altre storie da vivere, ma è necessario mettersi sotto...
Un evergreen adolescenziale mi risuona in testa.
i'm still alive.
Ho una paura fottuta di cosa mi accadrà nei prossimi mesi. Se sarà davvero Torino. Se verrai davvero. Se mi piacerà la città, la gente, la psicologia. Se mi servirà a crescere in qualche modo, qualsiasi modo. Se cercherò un altro corso di recitazione, se suonerò la chitarra, se avrò modo di fare le foto che ho in testa da anni.
Intanto, la mia moleskine ha subìto l'incuria d'una dannata bottiglia d'alcolico N.A.S., lasciandomi presagire che era necessario recuperare la memoria, rendendola chiara a me e non solo. Mi sono liberata del più grosso fardello della mia vita, anche se avrebbe potuto compromettere tutto. Ha vinto la Verità, e tu sei ancora, miracolosamente quì. Un gesto d'amore incredibile.
Ho lasciato la casa. Ho girato il video coi Death Ss, rischiando di morire di paura, e di freddo, a correre nei boshi a notte fonda, a girare, con le tette al vento, impalata a quindici metri senza protezioni.
Abbiamo visto volare un gatto dal terrazzo, fatto la pizza, preso del grattiny, fatto l'amore, fatto la valigia, preso il pullman, subendo la stupidità, l'ottusità, le pretenziose richieste folli di altri passeggeri che dovevano stare al loro posto a tutti costi, pena la morte subtanea. Fossero morti davvero... Ma poi ha trionfato la rapidità, e ancora una volta niente è riuscito a separarci.
La calda Sicilia. Ancora, dopo anni, mi viene una specie di formicolio al cuore quando intravedo il profilo dell'Etna. La mia testolina bacata ha provato a fottermi e ad instillare i soliti noiosi dubbi, ma poi il caldo, o il viaggi, il fratello, o le onde dylandogghesce m'hanno fatto risalire dagli abissi, risvegliandomi dagli incubi.
Certi amici che ci sono, per così poco, eppure senti le radici, senti che gli vuoi bene, e li perdoni d'ogni sorta d'umana scelleratezza. Io sono fatta così.
E' morto un amico. Torna il disprezzo per le leggi, umane, divine, naturali, catastrofiche... Sempre in balia del vento, è difficile da accettare. Ma è lo scorrere naturale e incessante delle cose, che ci piaccia o no: dura lex, sed lex.
La Toscana. La mia terra d'adozione da ormai 10 anni. Le sue colline, i suoi Canaloni, la gente superba e un po' spocchiosa, i concerti, le possibilità. Gli amici, quelli di nuova data, che ci stai insieme e ne giosci perchè t'hanno capito meglio di quelli che si ostinano a fare i veggenti solo in virtù di ataviche frequentazioni.
Arriva lo studio. Ultimi due esami. Zero voglia di stare sui libri, chè i miei occhi non riescono a rimanere concentrati per più di due minuti su una pagina, chè la fantasia insegue già altre storie da vivere, ma è necessario mettersi sotto...
Un evergreen adolescenziale mi risuona in testa.
i'm still alive.
25 luglio 2012
you've got a monster in your parasol
non so quante volte m'è successo di sedermi su un letto pieno di vestiti. a un certo punto, sconsolata, mi ci accascio, e comincio a fumare. lì iniziano i guai.
le casse mandano i Queens of the Stone Age, per tutta la notte ho pianto ascoltando gli Alice in Chains; non a caso, ogni volta che devo "cambiare", torno ai capisaldi. So che arriveranno piano i piano anche i Death, i Pantera. Ho un po' paura, ma sento che sapranno caprimi, consolarmi e caricarmi, come sempre hanno fatto.
lascio brandelli di me quà e là. Alcuni saluti li sto saltando, non vorrei "chiudere". So che vedere certa gente e fare discorsoni di arrivederci può essere devastante. Vorrei congelare tutto sotto una coltre di ghiaccio, con un whiskey forte e una coperta di lana.
e invece c'è tanto rumore, 'sto caldo che ti si attacca all'anima, e un abisso di tristezza. devo riuscire a trasformare questo rumore in musica, oppure in silenzio.
Quiete
le casse mandano i Queens of the Stone Age, per tutta la notte ho pianto ascoltando gli Alice in Chains; non a caso, ogni volta che devo "cambiare", torno ai capisaldi. So che arriveranno piano i piano anche i Death, i Pantera. Ho un po' paura, ma sento che sapranno caprimi, consolarmi e caricarmi, come sempre hanno fatto.
lascio brandelli di me quà e là. Alcuni saluti li sto saltando, non vorrei "chiudere". So che vedere certa gente e fare discorsoni di arrivederci può essere devastante. Vorrei congelare tutto sotto una coltre di ghiaccio, con un whiskey forte e una coperta di lana.
e invece c'è tanto rumore, 'sto caldo che ti si attacca all'anima, e un abisso di tristezza. devo riuscire a trasformare questo rumore in musica, oppure in silenzio.
Quiete
19 luglio 2012
NEVERMIND
Regredisco a 16 anni e mi sparo i Nirvana, in lacrime. Sento che sarà sbagliato tutto.
Nell'arco di un pensiero decido di lasciare casa, mi trasferisco, lascio tutto, dove cazzo andrò? (stay away!)
so però che senza quegli occhi non vedrò più il mondo com'è stato fin'ora.
Grazie a tutta la bella ggente che ha lasciato il segno. Grazie ai Nirvana.
Inizia la parte II della storia.
Rock on!
Nell'arco di un pensiero decido di lasciare casa, mi trasferisco, lascio tutto, dove cazzo andrò? (stay away!)
so però che senza quegli occhi non vedrò più il mondo com'è stato fin'ora.
Grazie a tutta la bella ggente che ha lasciato il segno. Grazie ai Nirvana.
Inizia la parte II della storia.
Rock on!
16 luglio 2012
15 luglio 2012
"luglio, le palle sugli scogli non ce le sbatto più"
... e in un n-esimo sabato sera di clausura, mi ritrovo davanti a uno schermo a fare proseliti, citando Tony Tammaro.
sostanzialmente mi dico: sono stufa di fare sempre gli stessi errori! basta ritrovarsi a leggere 1500 pagine due giorni prima dell'esame! basta guardare la vita degli altri quando hai la tua da far fruttare!
e poi sono ancora quì a stronzeggiare in cerca di qualunque stimolo che possa carpire per un nanosecondo la mia attenzione.
KILL'EM ALL.
(mi manchi ho voglia di lenzuola da strapparci vita da strapparci amore da strapparci quelle cose lì )
sostanzialmente mi dico: sono stufa di fare sempre gli stessi errori! basta ritrovarsi a leggere 1500 pagine due giorni prima dell'esame! basta guardare la vita degli altri quando hai la tua da far fruttare!
e poi sono ancora quì a stronzeggiare in cerca di qualunque stimolo che possa carpire per un nanosecondo la mia attenzione.
KILL'EM ALL.
(mi manchi ho voglia di lenzuola da strapparci vita da strapparci amore da strapparci quelle cose lì )
11 luglio 2012
lyceum
se quel dannato liceo avesse avuto una minima componente della grandezza del cielo (di cui è peraltro anagramma) forse non mi avrebbe fatto così schifo.
quelle minuscole menti appiattite lì dentro, gli sguardi snob per ogni nuovo colore di capelli, per ogni bestemmia o citazione di un mondo a loro sconosciuto.
settimane vissute in attesa di un sabato sera in ghingheri a fare le vasche per il centro - e io che tornavo a casa sistematicamente marcia da potermi raccogliere col cucchiaino.
e poi evadere e sognare destini poco plausibili...
quelle minuscole menti appiattite lì dentro, gli sguardi snob per ogni nuovo colore di capelli, per ogni bestemmia o citazione di un mondo a loro sconosciuto.
settimane vissute in attesa di un sabato sera in ghingheri a fare le vasche per il centro - e io che tornavo a casa sistematicamente marcia da potermi raccogliere col cucchiaino.
e poi evadere e sognare destini poco plausibili...
Tytire tu patulae recubans sub tegmine fagi
01 luglio 2012
salve, io sono Sara. malgrado i soprannomi che mi hanno trovato e le mie più recondite identità, questo è il mio nome. non vengo da nessun posto in particolare, ho 22 anni e mi dispiace; sembro una persona pazza e cattiva, in realtà sono una tenera sprovveduta poco adatta a sopravvivere.
da piccola sognavo di diventare chissachè, e ora so che era solo un sogno.
da piccola sognavo di diventare chissachè, e ora so che era solo un sogno.
X, Y, Z
succede che, come nella statistica, a volte sia necessario mettere in relazioni delle variabili.
il primo di luglio di tre anni fa ero più meno nelle stesse condizioni in cui sono ora: mi preparavo all' orale dell'esame di maturità, un caldo bestia, un sacco di stanchezza. così ora, cambia l'esame, ma la solfa è quella. tutti si preparano alla Grande Partita che io non vedrò, ma poco male perchè poco m'importa. le partite di calcio mi annoiano un botto, non ci posso fare niente. comunque, so già che sarà dura riposare col casino che ci sarà (indipendentemente dal risultato, dato che quì e pieno di spagnoli), col caldo, col pensiero dell'esame. ma vabbè.
dicevamo di mettere in relazione le variabili. dunque, se c'è una cosa che mi gasa parecchio, quando studio, è il caso che si verifica quando sto leggendo un qualcosa, e la mia mente, svarionando, comincia a vagare, a collegare concetti, a porsi domande; quando poi torno sul libro, e scopro, in genere dopo poche righe, che il mio pensiero precedente, che magari m'era sembrato solo tempo perso, o al più una poco proficua distrazione, è esplicitato dal libro stesso, capisco di essere entrata nel nocciolo della questione, di aver carpito il flow. come a dire: "ci sono dentro".
e questo per il giochino delle relazioni fra le variabili: che collegamento c'è fra questo e quello? eccetera eccetera.
succede, poi, che nel suddetto pomeriggio afoso, ci si interroghi sulle correlazioni di tali variabili nel corso della propria vita. che andamento sta avendo? segue la media? la varianza è spiegabile da variabili che ho tenuto in considerazione, o c'è qualche variabile nascosta che non sto valutando? e ci sono, al solito, conferme e smentite, dati mancanti, relazioni causali e valori random.
mi urta molto che la gente non tenga conto delle fottute variabili. se non nel confronto continuo delle cose, col loro passato, con l'ambiente esterno, nelle relazioni umane eccetera, che cazzo di senso ha vivere? finisce che si vive per inerzia, per abitudine, per pigrizia; finisce che non si può mai migliorare, o cambiare, o nemmeno capire 'na beata minchia.
ora, per esempio, mi chiedo: da quanto tempo non scrivi sulla tua bella agendina, perchè hai smesso di "corteggiarmi"? perchè oggi non mi manchi affatto, e anzi ti sento... un peso...? e perchè, oggi come tre anni fa, in un momento così importante della mia vita, sia così ... sola?
vorrei tanto che si potesse trovare, nella vita, il modo di individuare una specie di retta che mostri il miglior adattamento possibile a spiegare i parametri delle Grandi Questioni, in funzioni delle quali, poi, poter calcolare le differenze dovute agli scarti dalla media, e regolarsi di conseguenza.
per ora mi limito a cercare di passare l'esame di statistica che c'ho domani.
22 giugno 2012
17 giugno 2012
te la do io, Firenze
ti sorprendi che Firenze sembri vuota senza di me... è perchè ci stiamo buttando in una costruzione a due, in cui saltano le maschere e si danza con meno difese...
quanti hanno lo stesso coraggio?
lasciare se stessi per entrare nell'altro
vorrei darti il mondo e riempire di noi ogni spazio,
senza bisogno di cancellare cos'eravamo.
quanti hanno lo stesso coraggio?
lasciare se stessi per entrare nell'altro
vorrei darti il mondo e riempire di noi ogni spazio,
senza bisogno di cancellare cos'eravamo.
10 giugno 2012
porcoddio ho ventidue anni!
22
V E N T I D U E
me ne sono resa conto solo ora, con circa tre mesi di ritardo.
fermate 'sto cazzo di tempo!
22
V E N T I D U E
me ne sono resa conto solo ora, con circa tre mesi di ritardo.
fermate 'sto cazzo di tempo!
09 giugno 2012
MaDaMA
Madama Vita
si rivela oggi per quello che è:
si rivela oggi per quello che è:
antico lignaggio signorile,
se non donna di bordello.
è arrivata
di nuovo
la pioggia
scende lenta e costante
come i passi nostri
incrociati
in una primavera calda.
lava via lo sporco di mesi e anni
per far scoppiare gli odori
di gelsomino
bagnato dal sole
schiuso con la luna.
la pioggia inonda
questa vita nostra
col bene e col male che ci fa
c'inzuppiamo d'amore
cancellando il resto
una passione rude, ancora giovane
e le nostre anime, eleganti
e antiche.
che sia per noi la pioggia
amore eterno.
il mio pianto
per te
come pioggia.
il canto tuo,
per me
fonte di vita.
06 giugno 2012
medea
un'immagine di te che non passa è la rabbia
quando ti chiesi
"chi stavi chiamando?"
perchè fra tutte le risposte
proprio la rabbia?
non l'ho mai capito...
quando ti chiesi
"chi stavi chiamando?"
perchè fra tutte le risposte
proprio la rabbia?
non l'ho mai capito...
So bene quanto male sto per fare, ma la passione in me è più forte della ragione...
22 maggio 2012
volcanic
il vulcano è la perfetta testimonianza dell'ossimoro, del fluire del bene nel male, della morte nella vita, della coesistenza sublime degli opposti. nel fuoco, dal centro, si alza e fuoriesce il magma. distrugge, esplode, ma la sua cenere, oltre che perfetta quiete, porta vita.
farò come un vulcano, che si prepara, sa attendere, e quando è il momento giusto, senza preavviso brilla altissimo.
volcanic is our mind.
farò come un vulcano, che si prepara, sa attendere, e quando è il momento giusto, senza preavviso brilla altissimo.
volcanic is our mind.
28 aprile 2012
fill me
in realtà è sbagliato suggerire di vivere/scrivere/fare qulsiasi cazzo di cosa "come se non ti guardasse/sentisse/ecc" alcuno.
in realtà le persone ci sono e tranne che non venga davvero una speratissima Apocalisse che spazzi via tutti lasciando un unico sfigato allalone non siamo soli a questo cazzo di mondo.
in realtà secondo me la gente non può fare niente di così interessante se lo facesse solo per se stessa.
in realtà è solo che mi cago addosso all'idea che se non potessi aprirmi al confronto con l'Altro, rimarrei sola e vuota contro il mio stesso muro di solitudine.
"mi basta che sia
più profondo di me"
in realtà le persone ci sono e tranne che non venga davvero una speratissima Apocalisse che spazzi via tutti lasciando un unico sfigato allalone non siamo soli a questo cazzo di mondo.
in realtà secondo me la gente non può fare niente di così interessante se lo facesse solo per se stessa.
in realtà è solo che mi cago addosso all'idea che se non potessi aprirmi al confronto con l'Altro, rimarrei sola e vuota contro il mio stesso muro di solitudine.
"mi basta che sia
più profondo di me"
16 aprile 2012
06 aprile 2012
gattonero -ho tutto in testa, ma non riesco a dirlo.
Caccia alle Streghe
"-Il Maccartismo? - No, l'Inquisizione...!"
mai come ora avverto il potere della Strega come ultimo anelità di libertà e salvezza nel marciume quotidiano, a contrastare la censura (e autocensura) che c'impongono, che c'imponiamo.
perchè? cosa ci spaventa davvero?
forse la paura di essere LIBERI?
Case/Prigione e ancoraggi a inferme certezze ("brama dell'agio") ci rendono più molli del purea, d'un'inconsistenza schifosa che niente ha a che vedere con l'evanescenza fluorescente e la leggerezza di certe anime belle e trascendenti.
mi ci metto anch'io io in questo calderone di brodo nero, così spaventata di darmi a me stessa a agli Altri.
Ho mille idee, bagliori di luce che ogni tanto mi folgorano, e nell'abbagliamento mi dimentico di stare concentrata nelle conversazioni trite a cui mi sottopongo spesso nell'arco delle 24 ore.
questo flash si colora di nero, rosso e verde acido, violenza e surrealismo, metacomunicazione, facendo deviare la mia mente mille e mille volte ancora dalle strade battute della normalità.
e poi.. poi purtroppo tutto rimane lì, nella mia testa che diventa ormai calderone a sua volta, ma un calderone sigillato ermeticamente da un pesante coperchio (chi diavolo ce l'ha messo? di certo non il Diavolo...), così il mio brodino cuoce, ribolle... la fiamma al di sotto di esso è viva, ma il povero brodo viene lasciato nascosto lì dentro, nessuno ne conosce l'esistenza, sovente me ne dimentico persino io, e mi svuoto. Nemmeno la speranza che la pressione possa liberare il contenuto dal suo contenitore-carcere.
ho voglia di dare fuoco a tutto...
riemergeremo dalla cenere?
intanto passa un gatto nero... che ha nome Provocazione.
o forse Libertà...?
"-Il Maccartismo? - No, l'Inquisizione...!"
mai come ora avverto il potere della Strega come ultimo anelità di libertà e salvezza nel marciume quotidiano, a contrastare la censura (e autocensura) che c'impongono, che c'imponiamo.
perchè? cosa ci spaventa davvero?
forse la paura di essere LIBERI?
Case/Prigione e ancoraggi a inferme certezze ("brama dell'agio") ci rendono più molli del purea, d'un'inconsistenza schifosa che niente ha a che vedere con l'evanescenza fluorescente e la leggerezza di certe anime belle e trascendenti.
mi ci metto anch'io io in questo calderone di brodo nero, così spaventata di darmi a me stessa a agli Altri.
Ho mille idee, bagliori di luce che ogni tanto mi folgorano, e nell'abbagliamento mi dimentico di stare concentrata nelle conversazioni trite a cui mi sottopongo spesso nell'arco delle 24 ore.
questo flash si colora di nero, rosso e verde acido, violenza e surrealismo, metacomunicazione, facendo deviare la mia mente mille e mille volte ancora dalle strade battute della normalità.
e poi.. poi purtroppo tutto rimane lì, nella mia testa che diventa ormai calderone a sua volta, ma un calderone sigillato ermeticamente da un pesante coperchio (chi diavolo ce l'ha messo? di certo non il Diavolo...), così il mio brodino cuoce, ribolle... la fiamma al di sotto di esso è viva, ma il povero brodo viene lasciato nascosto lì dentro, nessuno ne conosce l'esistenza, sovente me ne dimentico persino io, e mi svuoto. Nemmeno la speranza che la pressione possa liberare il contenuto dal suo contenitore-carcere.
ho voglia di dare fuoco a tutto...
riemergeremo dalla cenere?
intanto passa un gatto nero... che ha nome Provocazione.
o forse Libertà...?
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21 marzo 2012
isp.
perchè non posso essere io la splendida musa, perchè non io l'ispirazione, l'oggetto dei tuoi desideri, il corpo da ritrarre, la voce da catturare, un gesto unico, i-capelli-come-se-li-sistema-lei-nessuno, il sorriso che scioglie in modo inequivocabile la regia. e ispirarti a fare pazzie, e rotolare nel fango e poi nella neve e poi suonare e ancora follia e neve e fango e masticae sputa e per sempre follia?
i miei anni migliori se ne vanno con me ancorata alle mie pareti di glicerina semiluminescente.
i miei anni migliori se ne vanno con me ancorata alle mie pareti di glicerina semiluminescente.
13 marzo 2012
songs of Innocence, songs of Experience
step #1 (this is what you are)
‘Father, father, where are you going?
O do not walk so fast.
Speak father, speak to your little boy,
Or else I shall be lost.’
The night was dark, no father was there;
The child was wet with dew;
The mire was deep, & the child did weep,
And away the vapour flew.
(il bambino era bagnato di rugiada, e il fango era profondo, e il bambino pianse, e la nebbia fuggì)
step #2 (cosa temevo io)
Never seek to tell thy love
Love that never told can be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.
I told my love, I told my love,
I told her all my heart;
Trembling, cold, in ghastly fears–
Ah, she doth depart.
Soon as she was gone from me
A traveller came by;
Silently, invisibly–
O, was no deny.
(Temevo che la furia del mio vento / sfiorisse tutti i fiori veri e belli, / e il sole è brillato & brillato, / e il mio vento non è mai soffiato. // Ma un fiore vero o bello / non fu mai trovato su un ramo / perché tutti i fiori crebbero & crebbero / aridi e falsi, ma belli da vedere.)
O do not walk so fast.
Speak father, speak to your little boy,
Or else I shall be lost.’
The night was dark, no father was there;
The child was wet with dew;
The mire was deep, & the child did weep,
And away the vapour flew.
(il bambino era bagnato di rugiada, e il fango era profondo, e il bambino pianse, e la nebbia fuggì)
step #2 (cosa temevo io)
Love that never told can be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.
I told my love, I told my love,
I told her all my heart;
Trembling, cold, in ghastly fears–
Ah, she doth depart.
Soon as she was gone from me
A traveller came by;
Silently, invisibly–
O, was no deny.
step #3 (è un lieto fine?)
I fear’d the fury of my wind
Would blight all blossoms fair & true,
And my sun it shin’d & shin’d,
And my wind it never blew.
Would blight all blossoms fair & true,
And my sun it shin’d & shin’d,
And my wind it never blew.
But a blossom fair or true
Was not found on any tree,
For all blossoms grew & grew
Fruitless false, tho’ fair to see
Was not found on any tree,
For all blossoms grew & grew
Fruitless false, tho’ fair to see
(Temevo che la furia del mio vento / sfiorisse tutti i fiori veri e belli, / e il sole è brillato & brillato, / e il mio vento non è mai soffiato. // Ma un fiore vero o bello / non fu mai trovato su un ramo / perché tutti i fiori crebbero & crebbero / aridi e falsi, ma belli da vedere.)
traduzioni copiate da http://www.ilfoglioclandestino.it/11%20-%20blake.htm
25 febbraio 2012
esercizi di stile
non sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti, lo sai?
dylaniandoci-mi-ti, ti sei fatto assalire da tutto questo mare...?
risposte come echi nel silenzio
ci son riusciti, lo sai?
dylaniandoci-mi-ti, ti sei fatto assalire da tutto questo mare...?
risposte come echi nel silenzio
06 febbraio 2012
04 febbraio 2012
selfish stupid lazy
mi riallaccio al postmoderno post del mio ragasso iperintelligente http://variabilecostante.blogspot.com/2011/12/viva-lapatia-post-moderna.html per trovare il modo di fare uscire un po' di cose, dato che da un bel po' l'imposizione di rimandare questo bilancio esistenziale in attesa di un fantomatico "momento giusto" mi ha solo fatto confondere ancora di più. e allora partiamo dicendo che, sì, c'è stato egoismo, spudità e pigrizia, ultimamente. egoismo perchè ho arrogantemente preteso -come spesso d'altro canto m'è accaduto- che dovesse essere il mondo là fuori a darmi GLI STIMOLI
LA SALVEZZA
IL SENSO.
non è mai così, carini miei, il culo te lo devi parare da solo, se non c'hai voglia di campare è troppo facile dire che è perchè c'è freddo, perchè hai gli esami o perchè l'influenza o chè ti hanno infiacchito un po'. quindi, diciamolo in maniera esplicita: semplicemente siamo TUTTI in para-dura perchè siamo una generazione impossibile, non abbiamo idea di cosa cazzo faremo, di cosa vorremmo fare, non abbiamo voglia di lavorare, vogliamo restare a crogiolarci nel brodo tardoadolescenziale aspettando di vivere esperienze fighe come nei film e puttanate del genere.
stupidità. sì, è stupidità il chiudersi fra quattro mura e lamentarsi che tutto il resto lì fuori , o spesso anche lì dentro (madonna puttana che cazzo di disordine c'ho in camera, uh mamma.., dai, non è possibile!) FA SCHIFO. come se lo avesse deciso Lui, il Mondo, di fare schifo, come se non fosse colpa di noi coglioncelli annoiati e alla ricerca del niente se il mondo fa poi così schifo.
pigrizia... ahh, essere pigri E' COMODO. essere pigri ti da il vantaggio dell'attribuzione esterna. "non lo faccio perchè non ne ho voglia, ma se mi ci mettessi sarei un fenomeno..." eggià, ma in realtà non lo facciamo perchè ci caghiamo addosso all'idea che una cosa su cui hai riversato speranze e sogni di VITA si possa rivelare l'ennesima esperienzuccia che c'è scivolata addosso e non c'ha dato affatto quel cazzo di brivido che in realtà è L'UNICA MALEDETTA COSA CHE VORREMMO.
apatia, ossì.
LA SALVEZZA
IL SENSO.
non è mai così, carini miei, il culo te lo devi parare da solo, se non c'hai voglia di campare è troppo facile dire che è perchè c'è freddo, perchè hai gli esami o perchè l'influenza o chè ti hanno infiacchito un po'. quindi, diciamolo in maniera esplicita: semplicemente siamo TUTTI in para-dura perchè siamo una generazione impossibile, non abbiamo idea di cosa cazzo faremo, di cosa vorremmo fare, non abbiamo voglia di lavorare, vogliamo restare a crogiolarci nel brodo tardoadolescenziale aspettando di vivere esperienze fighe come nei film e puttanate del genere.
stupidità. sì, è stupidità il chiudersi fra quattro mura e lamentarsi che tutto il resto lì fuori , o spesso anche lì dentro (madonna puttana che cazzo di disordine c'ho in camera, uh mamma.., dai, non è possibile!) FA SCHIFO. come se lo avesse deciso Lui, il Mondo, di fare schifo, come se non fosse colpa di noi coglioncelli annoiati e alla ricerca del niente se il mondo fa poi così schifo.
pigrizia... ahh, essere pigri E' COMODO. essere pigri ti da il vantaggio dell'attribuzione esterna. "non lo faccio perchè non ne ho voglia, ma se mi ci mettessi sarei un fenomeno..." eggià, ma in realtà non lo facciamo perchè ci caghiamo addosso all'idea che una cosa su cui hai riversato speranze e sogni di VITA si possa rivelare l'ennesima esperienzuccia che c'è scivolata addosso e non c'ha dato affatto quel cazzo di brivido che in realtà è L'UNICA MALEDETTA COSA CHE VORREMMO.
apatia, ossì.
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