27 agosto 2012

revival

Tornano in voga le solite annose questioni; mi mordo la coda e metto in scena per l'ennesima volta lo stesso copione coi soliti dubbi, sempre rigorosamente irrisolti. Devo ancora capire se sia poi così importante, decidire di spezzare questo cerchio solo in nome di quel che in teoria è giusto.
Ho una paura fottuta di cosa mi accadrà nei prossimi mesi. Se sarà davvero Torino. Se verrai davvero. Se mi piacerà la città, la gente, la psicologia. Se mi servirà a crescere in qualche modo, qualsiasi modo. Se cercherò un altro corso di recitazione, se suonerò la chitarra, se avrò modo di fare le foto che ho in testa da anni.

Intanto, la mia moleskine ha subìto l'incuria d'una dannata bottiglia d'alcolico N.A.S., lasciandomi presagire che era necessario recuperare la memoria, rendendola chiara a me e non solo. Mi sono liberata del più grosso fardello della mia vita, anche se avrebbe potuto compromettere tutto. Ha vinto la Verità, e tu sei ancora, miracolosamente quì. Un gesto d'amore incredibile.
Ho lasciato la casa. Ho girato il video coi Death Ss, rischiando di morire di paura, e di freddo, a correre nei boshi a notte fonda, a girare, con le tette al vento, impalata a quindici metri senza protezioni.
Abbiamo visto volare un gatto dal terrazzo, fatto la pizza, preso del grattiny, fatto l'amore, fatto la valigia, preso il pullman, subendo la stupidità, l'ottusità, le pretenziose richieste folli di altri passeggeri che dovevano stare al loro posto a tutti costi, pena la morte subtanea. Fossero morti davvero... Ma poi ha trionfato la rapidità, e ancora una volta niente è riuscito a separarci.
La calda Sicilia. Ancora, dopo anni, mi viene una specie di formicolio al cuore quando intravedo il profilo dell'Etna. La mia testolina bacata ha provato a fottermi e ad instillare i soliti noiosi dubbi, ma poi il caldo, o il viaggi, il fratello, o le onde dylandogghesce m'hanno fatto risalire dagli abissi, risvegliandomi dagli incubi.
 Certi amici che ci sono, per così poco, eppure senti le radici, senti che gli vuoi bene, e li perdoni d'ogni sorta d'umana scelleratezza. Io sono fatta così.
E' morto un amico. Torna il disprezzo per le leggi, umane, divine, naturali, catastrofiche... Sempre in balia del vento, è difficile da accettare. Ma è lo scorrere naturale e incessante delle cose, che ci piaccia o no: dura lex, sed lex.
La Toscana. La mia terra d'adozione da ormai 10 anni. Le sue colline, i suoi Canaloni, la gente superba e un po' spocchiosa, i concerti, le possibilità. Gli amici, quelli di nuova data, che ci stai insieme e ne giosci perchè t'hanno capito meglio di quelli che si ostinano a fare i veggenti solo in virtù di ataviche frequentazioni.
Arriva lo studio. Ultimi due esami. Zero voglia di stare sui libri, chè i miei occhi non riescono a rimanere concentrati per più di due minuti su una pagina, chè la fantasia insegue già altre storie da vivere, ma è necessario mettersi sotto...

Un evergreen adolescenziale mi risuona in testa.
i'm still alive.

1 commento: