... . suenan los tambores de la Rebelión!"
Ribellione. RIVOLUZIONE.
Esiste un lemma più inflazionato? Ne parlano tutti. "Quì ci vuola una rivoluzione!", "basta co'sti politici, facciamo la rivoluzione!", "quest'università fa schifo: rivoluzione!" e via discorrendo, per qualsiasi ambito non ritenuto funzionante a dovere/degno e quant'altro.
Tutti con le maglie del "Che" Guevara (generalmente chi indossa tali magliette non ha la benchè minima idea di chi fosse, il poro Ernesto), tutti pronti coi forconi, tutti hanno in bocca 'sta parola.
Ed è per questo che non mi piace la gente. RIESCE A PRIVARE DI SIGNIFICATO TUTTE LE COSE CHE MI PIACCIONO. Vedi nel caso di Nothing Else Matters. Ritornando a noi. E' da quando sono piccola che sento farneticare la gente sulla rivoluzione. E mai neppure un accenno ad essa. Ma dico, vi siete resi conto che non basta chiamarsi a vicenda "compagno", che non basta, parlarne, che non si compie da un giorno all'altro? Vi siete chiesti cosa significhi? Rivoluzione non è terrorismo, non è fare le manifestazioni in piazza, non è criticare il mondo/il governo/la politica o chicchessia. Rivoluzione è uno SCONVOGLIMENTO TOTALE degli ordini.
Ma cosa volete sconvolgere, se non riuscite a vincere neanche le vostre piccole paure, manie, ossessioni, cattive abitudini?
Se uno non riesce ad uscire di casa senza trucco, non riesce a smettere di fumare, non riesce a esprimere un sentimento verso un'altra persona, non riesce a trovare il tempo per andare a correre... come cazzo pensa di farla la Rivoluzione?!? Non si può cambiare nulla seduti in poltrona col telecomando in mano, nè scrivendo stati interessanti su facebook.
Si auspica di cambiare l'esterno perchè non si ha voglia di cambiare se stessi. Ma se non si ha autodeterminazione, e autoconsapevolezza, non si ha alcun tipo di potere. Ho imparato che, se sei zoppo, non puoi aiutare uno senza le gambe. Prima è necessario conoscersi e guarirsi, poi si empowerizzano gli altri. Ma l'idea più in voga (lo so che è più facile...!) è sperare che ci arrivi sempre la salvezza dal cielo, o da qualche santo incontrato per caso.
Se non si è disposti a fare il primo passo, nessun passo verrà compiuto verso di te. Se non ti curi del mondo, il mondo non si curerà di te!
E allora, prima di pensare alle grandi battaglie che rivoluzionino gli equilibri mondiali, proviamo prima a vincere le nostre piccole battaglie quotidiane. Act local, think global! Solo così possiamo salvarci da noi stessi ed evitare di inguaiarci a vicenda.
Però, vi prego, BASTA parlare di Rivoluzione, chè non ne siamo degni, al momento!
Ribellione. RIVOLUZIONE.
Esiste un lemma più inflazionato? Ne parlano tutti. "Quì ci vuola una rivoluzione!", "basta co'sti politici, facciamo la rivoluzione!", "quest'università fa schifo: rivoluzione!" e via discorrendo, per qualsiasi ambito non ritenuto funzionante a dovere/degno e quant'altro.
Tutti con le maglie del "Che" Guevara (generalmente chi indossa tali magliette non ha la benchè minima idea di chi fosse, il poro Ernesto), tutti pronti coi forconi, tutti hanno in bocca 'sta parola.
Ed è per questo che non mi piace la gente. RIESCE A PRIVARE DI SIGNIFICATO TUTTE LE COSE CHE MI PIACCIONO. Vedi nel caso di Nothing Else Matters. Ritornando a noi. E' da quando sono piccola che sento farneticare la gente sulla rivoluzione. E mai neppure un accenno ad essa. Ma dico, vi siete resi conto che non basta chiamarsi a vicenda "compagno", che non basta, parlarne, che non si compie da un giorno all'altro? Vi siete chiesti cosa significhi? Rivoluzione non è terrorismo, non è fare le manifestazioni in piazza, non è criticare il mondo/il governo/la politica o chicchessia. Rivoluzione è uno SCONVOGLIMENTO TOTALE degli ordini.
Ma cosa volete sconvolgere, se non riuscite a vincere neanche le vostre piccole paure, manie, ossessioni, cattive abitudini?
Se uno non riesce ad uscire di casa senza trucco, non riesce a smettere di fumare, non riesce a esprimere un sentimento verso un'altra persona, non riesce a trovare il tempo per andare a correre... come cazzo pensa di farla la Rivoluzione?!? Non si può cambiare nulla seduti in poltrona col telecomando in mano, nè scrivendo stati interessanti su facebook.
Si auspica di cambiare l'esterno perchè non si ha voglia di cambiare se stessi. Ma se non si ha autodeterminazione, e autoconsapevolezza, non si ha alcun tipo di potere. Ho imparato che, se sei zoppo, non puoi aiutare uno senza le gambe. Prima è necessario conoscersi e guarirsi, poi si empowerizzano gli altri. Ma l'idea più in voga (lo so che è più facile...!) è sperare che ci arrivi sempre la salvezza dal cielo, o da qualche santo incontrato per caso.
Se non si è disposti a fare il primo passo, nessun passo verrà compiuto verso di te. Se non ti curi del mondo, il mondo non si curerà di te!
E allora, prima di pensare alle grandi battaglie che rivoluzionino gli equilibri mondiali, proviamo prima a vincere le nostre piccole battaglie quotidiane. Act local, think global! Solo così possiamo salvarci da noi stessi ed evitare di inguaiarci a vicenda.
Però, vi prego, BASTA parlare di Rivoluzione, chè non ne siamo degni, al momento!
Delacroix, La Libertà che guida il popolo

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