31 gennaio 2011

caverne

la notte, l'aspra notte
mi toglie il respiro
il giorno se n'è andato
la notte è arrivata
dov'è la vita mia?
ella emana lo stesso fetore 
di questa caverna
di tanti cicloni
quì si confonde
il giorno con la notte
la settimana ed il mese
l'anno e la vita
e passano
insulsi e monotoni
questi giorni questi anni
come una litania che esce
dalle gole delle monache
aspre, acri, inacidite
in questa tomba 
di uomini-leoni
sprofondati nei carnai

dimmi, dov'è dunque la tua vita?
la mia vita la mia vita
il sole non è posizionato
sopra alle nostre teste?
e queste maschere
queste maschere flaccide
dormono dormono
un dormiveglia 
orribile
penoso
dove si sono visti?
dove?
degli uomini-ghiri?
no, 
questo NO!
nel nome di mio padre
da troppo dura questo sonno
io sono sveglia
la mia coscienza viglia
sanguina di melma
di disgusto
di vergogna
in questa caverna
dove non si mangia
non si beve
non si danza
non si canta
non si parla
non si ride
non si legge
non si...
non si...
e la mia coscienza sanguina

sanguina
dal soffocamento
dall'isolamento
dall'odio
dal dolore
dalla collera
e dalla... eccetera.
notte troppo scura
notte troppo pesante
per risalire fuori
da questa caverna
puah! come essere!
mi annoio di noia
muoio di fame
cielo, è la fine!
non ne posso più
non ne posso più
ma chi mi sente?
chi?
il mio grido lo sentite
uomini della terra?
la mia caverna non ha uscita
sicuramente
il sole non brilla più
dov'è dunque la mia vita
la tua vita la vita

e quelle sagome
dormono dormono
un sonno di mercurio
incuranti
 incoscienti
  impotenti
io sono sveglia
oh, giorno!
il giorno se n'è andato
la notte è arrivata
e la morte
la morte per noia senza tregua
non ne posso più
fuori il sole si muove
qui... notte nera!
per delle maschere inanimate
scorpioni sulla pubblica strada
vipere sadiche
camaleonti dai colori vivi
tartarughe giganti...
e questa notte
interminabile notte
noia
la schiuma del mio grido
maciulla lo slancio della mia fuga
verso marte, pianeta promesso
uomini, aprite!
apritemi uomini
la porta. restituitemi
il mio sole-ossigeno
vado incontro
agli uomini del mondo
il mio desiderio è partire
il mio piacere guarire
del mio male persistente
in questa fortezza
senza alcun soffio innovatore
nessun sorriso di zanne, di zanne
nessuna fuga di parole, di parole
nessuna rondine nel cielo azzurro
nessuna vita, vita spenta.

non c'è vita
orribile vita
caverna di ghiaccio
niente di caldo
niente di bianco
vitaccia
là... nessuna fumata all'assalto delle nubi
nessun rombo sulle acque
nessuna vita
vita vuota

ah! l'agonia a fuoco basso!

non ne posso più.
nei miei sonnambulismi
ho urtato
chi ha tessuto
con la sua sola tela bianca
il nostro ieri
vie dei muscoli vie del sangue
no!
la mia coscienza non dorme
la luna, fuori
ha il sapore del miele
MANGIA
BEVI
UBRIACATI
DANZA
CANTA
RIDI 
LEGGI

27 gennaio 2011

in Memory of FranK & Milena

per quest'amore che è morbo e guarigione
per i tuoi occhi,
perdizione e salvezza
per il favonio caldo 
che mi spettina i capelli
...
"e non so come abbracciare la felicità
con parole, 
occhi,
mani
e col povero cuore,
la felicità che tu sei quì
e appartieni anche a me.
e dire che in fondo
non amo te,
ma piuttosto
la mia esistenza
donatami da te"!

23 gennaio 2011

here in my room

ad una festa vecchia e ben poco allettante,
 invitati tutti in bianco e nero; 
poi entri tu, in vero e proprio technicolor... 
niente sarà più lo stesso,
 dopo stanotte.
 se il mondo dovesse cadere in pezzi,
 in una folata di vento
 degna d'un film,
 io... 
non cambierei una virgola, 
ora che sei quì. 

il tuo amore è...
 verbo, quì nella mia stanza.

quando entri quì,
riesci a chiudere
 la porta alle tue spalle: 
fammi vedere il mondo
 come lo si vede dalle stelle

se solo le luci 
si affievolissero un po',
 sarei ben cauta, 
con quegli occhi
 che si posano sulle mie cicatrici...

ma il tuo amore è un verbo, 
quì nella mia stanza...

c'è un raggio traente rosa,
 nella tua incisione:
 la testa 
gira, libera 
come nella danza dei Dervisci roteanti! 

venni quì senza aspettative, 
quindi grazie di essere...
 quel genere di ragazzo

(il chè sarebbe come suona, all'incirca, Here in my Room degli Incubus...
che, a parte il finale - sarebbe pe'na citta, e si vede anche perchè il tractorbeam è ..."pink"! - 
sembra proprio scritta per te.)

22 gennaio 2011

closer

aspettare a quest'ora ha più senso che mai. dopo buchi neri e rivelazioni, picchi umorali e prove psicometriche, mi prendo la briga di aspettare. proprio a quest'ora. mai stanca di prendere quello che mi spetta, mai troppo tardi per chiedere al giorno che muore (o che nasce?) di stillare ancora gocce di vita.

mi sembra una cosa davvero sensata, diahane!

16 gennaio 2011

on the road

promemoria per me: su un cbr 1100 fireblade (possibly black). ipod, canon 1Ds mark IV, moleskine & you.
all around the world.

15 gennaio 2011

it hurts when i pee

striscio indietro

ho paura

bulimicamente mi nutro di te
e ti rigetto

scappo
da quello che non sai dire

si burla di me l'immagine
di essere sola, ancora
a guardare ombre
nella caverna

14 gennaio 2011

wandering woman who wanna wonder

il verbo "to wonder" è il più bello che esista, per me. richiede la sensazionale capacità di comportarsi come i bambini, cosa che prima o poi devo, dioprete!, fare per bene. quando uno wonders, significa due cose: 1) che s'interroga; 2) che si meraviglia. dio cane, sembra poco? riuscire a guardare le cose con un fottuto slancio vitale, con dell'emozione dentro. riuscire a stupirsi ancora di tutto. la bellezza sta nel fatto che un bambino lo fa in modo accidentale, perchè non ha semplicemente altro modo di vedere le cose, di conoscerle: è lì a tentoni, che va a curiosare rischiando di battere le peggio musate sugli spigoli dei mobili. ma se un... "adulto" riesce a vivere in "wonderin'style", lì... lì è magia! diventi un cazzo di superuomo nietzschiano. sei al di sopra di tutto. in pratica è quando il pensiero, a un tratto, diventa solo un elegante esercizio stilistico, funzionale al sentimento. i mean. una sensazione, per quanto possa essere breve, è lì, in quel momento. è proprio quella. puoi darle un altro nome se ti scomoda, ma la sua sostanza permane, almeno per quel momento. il pensiero invece no: il pensiero può dire tutto contemporaneamente senza dire in realtà nulla... il pensiero, se ci dimentichiamo di migliaia di anni di filosofia, può anche essere falso mentre lo pensi. cioè, è vero nella tua testa, è bellissimo il creare i mondi immaginirari e le paranoie e i film e quellocheccazzotipare, ma non corrisponde a niente di tangibile. se uno riesce a far diventare il pensiero uno schiavo delle sensazioni, il gioco è fatto. usare il pensiero solo per aiutare il sentimento a creare cose belle e, soprattutto (che parola splendida!!!) VERE- in quanto concepite "coi brividi", e il pensiero ne aggiusta, semmai, solo la forma. perchè, via, in fondo si potrebbe anche campare di sole passioni. immagina che figata fare tutto con la passione. macchè amore, non è con l'amore che si fanno bene le cose! è con la passione. chessò, un atleta vincente, mica è uno che ha vinto perchè spinto dall'amore per quella disciplina... è stata la passione che l'ha fatto correre più veloce degli altri, è stata quella sensazione di appagamento mistico dopo aver sudato per ore, è la trance mentre esegui un movimento. parola chiave, dunque:  
P A S S I O N E
impedirò a me stessa di frequentare gente che ne è priva.

eppoi. eppoi, ma l'amore mica esiste. è una parola vuotissima. che cazzo vuol dire "amore"? un cazzo di niente! oltre all'idea hollywoodiana, proprio nulla. è esistito un tempo un vero amore romantico, forse, ma mi sa che ha ormai subito la prigionia estenuante delle illazioni sperimentali di troppi individui che, ricamandoci sopra (col pensiero, tuvvedrai...!), hanno preso Amore, l'hanno incatenato, umiliato e svuotato di senso... così che ora 'sto poverino è vecchio decrepito, rugoso, triste; si piange addosso, è seduto su un triste divano marroncino a guardare qualche "mind-numbing spirit-crushing game show". manco a dirlo, la sua vetusta sposa è morta da secoli, cosicchè il signor Amore è ancora lì che ci rompe la minchia scrivendo liriche lamentosissime e noiosissime su di lei. no, a me non serve...

preferisco essere guardata con stupore e con meraviglia, magari in silenzio, tanto per gradire, senza sparare puttanate banali "di contentino". preferisco assaggiare, annusare, toccare una cosa chiedendomi il perchè e il per come, ma... sempre funzionalmente al pathos. cioè, sì, elucubrazioni mentali, ma NON fini e se stesse. non inutili seghe mentali - magari anche autolesionisticamente dolorose...! - ma... canalizzatrici di sentimento. l'idea che, insomma: quella cosa non mi è scivolata davanti senza che manco me ne accorgessi. mi sono soffermata su di lei, l'ho vissuta, posseduta, fatta mia, trasformata, goduta. io è così che voglio fare.

ci sto provando, davvero. l'esperienza coi Chille è maieutica allo stato puro - 'n'altra decina di training così e tiro fuori anche le budella. ho deciso di fare un acquisto molto importante... perchè lo devo fare, perchè mi manca da morire e voglio immortalare tutto, perchè non dimentichi tutto quello che mi sta succedendo. sarebbe interessante fotografarmi dentro, ora che ci penso, anche per automonitorare la gigantesca mole di roba che mi turbina tra le vene e le viscere e il cervello. verrebbero in media 2GB di foto al minuto. ma mi sconvolge bene, ora, tutto 'sto casino, mi sembra di fluttuare sul serio in una bolla di cristallo. una magia, quindi, qualche cagnaccio deve averla fatta. è come se non avvertissi più il solito peso insostenibile sulle spalle, quando sono con te. è il tornare bambina a furia di pernacchie, è l'imposizione di leccate di faccia, lividi e incredibili scopate che... cazzo, io sto bene. voglio giocare sempre così, anche a costo di sbatacchiare sugli angoli dei mobili mentre vado vagabondando avidamente in cerca di tutto! - e un biscottino come premio quando sono stata brava, un rimprovero severo quando non lo sono stata affatto. nessun parabrezza interposto fra me e questo potntissimo vento che porta una frescura caldissima: che mi porti pure dove cazzo vuole!
se continuo così, un giorno mi piaceranno anche l'aglio e la cipolla, (per il cavolfiore mi rifiuto anche solo di pensarci, per il momento), mi potrai fare tutte le foto che vuoi, e magari studierò con passione pure la matematica. mmm... vabbè, abbiamo riso abbastanza, adesso b(/p?)asta.

11 gennaio 2011

cosa ci fa uno spazzolino da denti sulla mia scrivania?

è stranamente presto e sono stanca provata e stressata ma andare a teatrare m'ha fatto bene. il mio computer sa di menta fresca, mentre in camera l'odore lascia ben poco spazio all'immaginazione - grazie al cielo- dovrei pulire ma non voglio, c'è il tuo odore ovunque e sembra di sniffare etere.
ora sai, forse non avrei dovuto. è una ferita ancora aperta che non smette di sanguinare, devo ancora capire come e perchè, ma grazie per aver capito.
in tutto questo, sono ancora sovrappensiero per le sorti di quelle giovani sbarbine, mannaggia all'empatia che mi assale anche solo leggendo due righe di un quotidiano.
la mia mente stasera viaggia nello spazio, mi sa che vado a riascoltarmi zlad e così ricostruisco un po' di passaggi della mia esistenza più recente


madonna maiala, quanta inutilità in tutto questo...!
comincio a preoccuparmi del senso che ti do. sarà un po' troppo?
riflessioni confuse di un batuffolo di calcestruzzo dell'Alabama.
ah, un altro segreto: quando ti togli la maglietta, io impazzisco.

05 gennaio 2011

la risacca che ci sbatte quà e là, e ci ricorda che tutto va e tutto torna eternamente.

... e poi succede che torni a casa con un herpes, tanti bagagli, la voglia disperata di cancellare tutto.
ti spari Pj Harvey a nastro, la successione procede coi Kyuss di sexy-Garçia, una boccetta miracolosa ti salva il culo. affetto fraterno, e qualcuno dovrebbe festeggiare, disfare la valigia mi ha sempre fatto scendere i brividi lungo la schiena.
il vento è sempre una grande fortuna: luce elettrica in giardino, gioia lungo il fiume... e un giorno saprò tutto quello che devo sapere, e solo allora sarà finita la mia vita.

ora è tempo di robaccia dolciastra... sincera, eh.

evoluzioni di luci e ombre in un gioco di sguardi.
barche che salpano all'alba
per ritrovarsi in quell'acquario d'oceano
dov'è facile, per i marinai, perdersi,
scivolare sul fondo,
risalire con la risacca
solo dopo aver smarrito la bussola.
fatti travolgere dalle onde,
dolce amante,
nella culla del buio
tessendo ormeggi coi fili di tramonti caldi.
che tu possa conservare nelle conchiglie
il ricordo di mille e mille altri destini,
il tormento delle tempeste scure,
le malie delle sirene, le utopie descritte alla sabbia.
depositerai sul corallo la cera
delle candele che ti osservarono vagare
racconterai di quando vivesti come il vento
con le ossa di cenere
e il sangue che bruciava.
io sarò solo l'ancora
che levarai, ti prego, quando, suo malgrado,
ostacolerà il tuo navigare.
baciato con le labbra della Notte,
buona fortuna, giovane spacciatore di stelle.

Post Scrittum: un augurio speciale va anche ad un caro amico che... diventa padre! ;)