la notte, l'aspra notte
mi toglie il respiro
il giorno se n'è andato
la notte è arrivata
dov'è la vita mia?
ella emana lo stesso fetore
di questa caverna
di tanti cicloni
quì si confonde
il giorno con la notte
la settimana ed il mese
l'anno e la vita
e passano
insulsi e monotoni
questi giorni questi anni
come una litania che esce
dalle gole delle monache
aspre, acri, inacidite
in questa tomba
di uomini-leoni
sprofondati nei carnai
dimmi, dov'è dunque la tua vita?
la mia vita la mia vita
il sole non è posizionato
sopra alle nostre teste?
e queste maschere
queste maschere flaccide
dormono dormono
un dormiveglia
orribile
penoso
dove si sono visti?
dove?
degli uomini-ghiri?
no,
questo NO!
nel nome di mio padre
da troppo dura questo sonno
io sono sveglia
la mia coscienza viglia
sanguina di melma
di disgusto
di vergogna
in questa caverna
dove non si mangia
non si beve
non si danza
non si canta
non si parla
non si ride
non si legge
non si...
non si...
e la mia coscienza sanguina
sanguina
dal soffocamento
dall'isolamento
dall'odio
dal dolore
dalla collera
e dalla... eccetera.
notte troppo scura
notte troppo pesante
per risalire fuori
da questa caverna
puah! come essere!
mi annoio di noia
muoio di fame
cielo, è la fine!
non ne posso più
non ne posso più
ma chi mi sente?
chi?
il mio grido lo sentite
uomini della terra?
la mia caverna non ha uscita
sicuramente
il sole non brilla più
dov'è dunque la mia vita
la tua vita la vita
e quelle sagome
dormono dormono
un sonno di mercurio
incuranti
incoscienti
impotenti
io sono sveglia
oh, giorno!
il giorno se n'è andato
la notte è arrivata
e la morte
la morte per noia senza tregua
non ne posso più
fuori il sole si muove
qui... notte nera!
per delle maschere inanimate
scorpioni sulla pubblica strada
vipere sadiche
camaleonti dai colori vivi
tartarughe giganti...
e questa notte
interminabile notte
noia
la schiuma del mio grido
maciulla lo slancio della mia fuga
verso marte, pianeta promesso
uomini, aprite!
apritemi uomini
la porta. restituitemi
il mio sole-ossigeno
vado incontro
agli uomini del mondo
il mio desiderio è partire
il mio piacere guarire
del mio male persistente
in questa fortezza
senza alcun soffio innovatore
nessun sorriso di zanne, di zanne
nessuna fuga di parole, di parole
nessuna rondine nel cielo azzurro
nessuna vita, vita spenta.
non c'è vita
orribile vita
caverna di ghiaccio
niente di caldo
niente di bianco
vitaccia
là... nessuna fumata all'assalto delle nubi
nessun rombo sulle acque
nessuna vita
vita vuota
ah! l'agonia a fuoco basso!
non ne posso più.
nei miei sonnambulismi
ho urtato
chi ha tessuto
con la sua sola tela bianca
il nostro ieri
vie dei muscoli vie del sangue
no!
la mia coscienza non dorme
la luna, fuori
ha il sapore del miele
MANGIA
BEVI
UBRIACATI
DANZA
CANTA
RIDI
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