05 giugno 2011

call me yours

voler essere il baricentro dei tuoi pensieri sempre, e, spostandomi, farti vacillare, e perdere l'equilibrio.

non riesco a dire nient'altro... dove un essere umano non può, arriva Faber.
UN MATTO
(dietro ogni scemo c'è un villaggio)

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai d'imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky e malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
una morte pietosa lo strappò alla pazzia..

una notte non può essere buona senza del vino, senza un amico, senza un libro, senza amore.

2 commenti:

  1. Questo mio unico corpo
    Questo mio unico corpo
    mi da un’unica vita
    e in questa vita
    questo corpo
    si perde
    in un sussulto
    e nel dolore sento di esistere
    consapevole del mio respiro
    metto in fila i miei pensieri
    che si accartocciano
    attorno al silenzio…
    Maria Luisa Ripa

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  2. ...i miei pensieri che si accartocciano... una metafora estremamente potente. ;)

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