25 luglio 2012

you've got a monster in your parasol

non so quante volte m'è successo di sedermi su un letto pieno di vestiti. a un certo punto, sconsolata, mi ci accascio, e comincio a fumare. lì iniziano i guai.
le casse mandano i Queens of the Stone Age, per tutta la notte ho pianto ascoltando gli Alice in Chains; non a caso, ogni volta che devo "cambiare", torno ai capisaldi. So che arriveranno piano i piano anche i Death, i Pantera. Ho un po' paura, ma sento che sapranno caprimi, consolarmi e caricarmi, come sempre hanno fatto.
lascio brandelli di me quà e là. Alcuni saluti li sto saltando, non vorrei "chiudere". So che vedere certa gente e fare discorsoni di arrivederci può essere devastante. Vorrei congelare tutto sotto una coltre di ghiaccio, con un whiskey forte e una coperta di lana.
e invece c'è tanto rumore, 'sto caldo che ti si attacca all'anima, e un abisso di tristezza. devo riuscire a trasformare questo rumore in musica, oppure in silenzio.
Quiete

19 luglio 2012

NEVERMIND

Regredisco a 16 anni e mi sparo i Nirvana, in lacrime. Sento che sarà sbagliato tutto.
Nell'arco di un pensiero decido di lasciare casa, mi trasferisco, lascio tutto, dove cazzo andrò? (stay away!)
so però che senza quegli occhi non vedrò più il mondo com'è stato fin'ora.
Grazie a tutta la bella ggente che ha lasciato il segno. Grazie ai Nirvana.
Inizia la parte II della storia.
Rock on!

16 luglio 2012

Io ascolto. Molti non lo fanno. Accade qualcosa di davvero interessante e passa proprio lì, in mezzo alle persone.
Ted Koppel

15 luglio 2012

"luglio, le palle sugli scogli non ce le sbatto più"

... e in un n-esimo sabato sera di clausura, mi ritrovo davanti a uno schermo a fare proseliti, citando Tony Tammaro.
sostanzialmente mi dico: sono stufa di fare sempre gli stessi errori! basta ritrovarsi a leggere 1500 pagine due giorni prima dell'esame! basta guardare la vita degli altri quando hai la tua da far fruttare!

e poi sono ancora quì a stronzeggiare in cerca di qualunque stimolo che possa carpire per un nanosecondo la mia attenzione.

KILL'EM ALL.

(mi manchi ho voglia di lenzuola da strapparci vita da strapparci amore da strapparci quelle cose lì )

11 luglio 2012

lyceum

se quel dannato liceo avesse avuto una minima componente della grandezza del cielo (di cui è peraltro anagramma) forse non mi avrebbe fatto così schifo.
quelle minuscole menti appiattite lì dentro, gli sguardi snob per ogni nuovo colore di capelli, per ogni bestemmia o citazione di un mondo a loro sconosciuto.
settimane vissute in attesa di un sabato sera in ghingheri a fare le vasche per il centro - e io che tornavo a casa sistematicamente marcia da potermi raccogliere col cucchiaino.
e poi evadere e sognare destini poco plausibili...


Tytire tu patulae recubans sub tegmine fagi

01 luglio 2012

salve, io sono Sara. malgrado i soprannomi che mi hanno trovato e le mie più recondite identità, questo è il mio nome. non vengo da nessun posto in particolare, ho 22 anni e mi dispiace; sembro una persona pazza e cattiva, in realtà sono una tenera sprovveduta poco adatta a sopravvivere.

da piccola sognavo di diventare chissachè, e ora so che era solo un sogno.

X, Y, Z

succede che, come nella statistica, a volte sia necessario mettere in relazioni delle variabili.
il primo di luglio di tre anni fa ero più meno nelle stesse condizioni in cui sono ora: mi preparavo all' orale dell'esame di maturità, un caldo bestia, un sacco di stanchezza. così ora, cambia l'esame, ma la solfa è quella.  tutti si preparano alla Grande Partita che io non vedrò, ma poco male perchè poco m'importa. le partite di calcio mi annoiano un botto, non ci posso fare niente. comunque, so già che sarà dura riposare col casino che ci sarà (indipendentemente dal risultato, dato che quì e pieno di spagnoli), col caldo, col pensiero dell'esame. ma vabbè. 
dicevamo di mettere in relazione le variabili. dunque, se c'è una cosa che mi gasa parecchio, quando studio, è il caso che si verifica quando sto leggendo un qualcosa, e la mia mente, svarionando, comincia a vagare, a collegare concetti, a porsi domande; quando poi torno sul libro, e scopro, in genere dopo poche righe, che il mio pensiero precedente, che magari m'era sembrato solo tempo perso, o al più una poco proficua distrazione, è esplicitato dal libro stesso, capisco di essere entrata nel nocciolo della questione, di aver carpito il flow. come a dire: "ci sono dentro". 
e questo per il giochino delle relazioni fra le variabili: che collegamento c'è fra questo e quello? eccetera eccetera.
succede, poi, che nel suddetto pomeriggio afoso, ci si interroghi sulle correlazioni di tali variabili nel corso della propria vita. che andamento sta avendo? segue la media? la varianza è spiegabile da variabili che ho tenuto in considerazione, o c'è qualche variabile nascosta che non sto valutando? e ci sono, al solito, conferme e smentite, dati mancanti, relazioni causali e valori random.
mi urta molto che la gente non tenga conto delle fottute variabili. se non nel confronto continuo delle cose, col loro passato, con l'ambiente esterno, nelle relazioni umane eccetera, che cazzo di senso ha vivere? finisce che si vive per inerzia, per abitudine, per pigrizia; finisce che non si può mai migliorare, o cambiare, o nemmeno capire 'na beata minchia.
ora, per esempio, mi chiedo: da quanto tempo non scrivi sulla tua bella agendina, perchè hai smesso di "corteggiarmi"? perchè oggi non mi manchi affatto, e anzi ti sento... un peso...? e perchè, oggi come tre anni fa, in un momento così importante della mia vita, sia così ... sola?

vorrei tanto che si potesse trovare, nella vita, il modo di individuare una specie di retta che mostri il miglior adattamento possibile a spiegare i parametri delle Grandi Questioni, in funzioni delle quali, poi, poter calcolare le differenze dovute agli scarti dalla media, e regolarsi di conseguenza.

per ora mi limito a cercare di passare l'esame di statistica che c'ho domani.