29 agosto 2011

smisurata preghiera

recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
 
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità 
 
 
beh, quae cum ita sint,  mi sembra ovvio che mi faccia sentire più tranquilla l'idea di staccarmi dallo squallore dei più. da "recitando" a "abitudine", c' è la gente che voglio vedere morta, il resto è quello che spero di essere io. ormai sta per uscire tutto, i miei pensieri sono pronti, avidi, come gente in fila per farsi somministrare una cura per il cancro o quello che è. ognuno vuole essere seguito, nutrito, coccolato, rassicurato e riportato alla luce. però... siate disciplinati, signori, aspettate in fila, con ordine, sìsì. speriamo che riusciate a resistere fino al vostro turno; speriamo di avere ancora roba da darvi quando sarà arrivato il vostro turno. sarebbe un vero peccato perdervi, sìsìsì, cari signori.

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