26 giugno 2011

life kills

io ero pigramente sdraiata sulla panchina sotto l'ulivo, a fumarmi le mie mille sigarette, quando hai sfondato le mie porte della percezione, con la tua stupida cresta e i tuoi stupidi occhioni. e il tuo sguardo è stata l'unica cosa capace di incuriosirmi dopo un secolare appiattimento. le prime volte che abbiamo chiacchierato, quando sgranavi gli occhi incredulo se ascoltavo gli alice in chains, e adoro lynch, e vaffanculo al matrimonio e agli anelli, e già si presagiva un incastro perfetto. mesi di un cercarsi disperato, velato, chè non si poteva sputtanarsi, eppure ci si cercava con i gesti, con mezzi sorrisi, con mezze chiacchiere quando gli altri erano già andati a dormire. ah, quanto me la ricordo bene, la speranza di poter rimanere un po' sola con te... e poi tutto ha fatto il suo corso.
nei miei aneliti disperati, c'è ancora la stessa forza, virulenta, contagiosa, infestante, nella ricerca di te. succhiare la vita a ogni bacio, sentire il tuo petto sollevarsi, piano, mentre i nostri occhi partoriscono desiderio, ed è con rabbia accecante che ti voglio, solo mio, anche se mi puoi annullare con poche parole.
l'immagine di te su di Lei è una cosa inenarrabilmente atroce. le bugie, l'inganno, l'ingenuità con cui ti ho creduto, con cui ti ho voluto credere, DOVUTO credere per non spezzarmi.
ora ho il corpo immobile e l'anima che sanguina, non ho la forza di toccare niente, fingo di essere morta, un serpente che non vuole farsi uccidere. resto ferma, cerco di fissare un punto bianco, che sia il più neutro possibile, per non esplodere di nuovo

non metterò punti perchè, in un ciclo infinito, la vita uccide...

again, and again, and again...

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