Cigno Nero è uno dei film più belli che abbia mai visto, e non mi sorprende più di tanto che sia arrivato in questo preciso istante della mia vita. tutti i film che ti lasciano qualcosa arrivano sempre "al momento giusto", ti si infilano nelle vene e non ti mollano mai.
regia nevrotica e sinuosissima con camera a mano che balla con la Portman, a tratti claustrofobica. Winona al tramonto, Mila porchissima, Cassel spietato edonista che per l'arte sacrifica tutte, mamma Hershey che non sa più dove sbattere la testa perchè vuole che la figlia decolli senza però mettere il muso lontano da lei.
e poi c'è lei, la Regina, Nina. in costante tensione, un doppio misterioso e inquieto in palese contrasto col candore del Cigno Bianco. la scoperta della sensualità più oscura e travolgente del Cigno Nero che si insinua in lei, non senza una disperata lotta che è ascesi e crollo al tempo stesso. sacrificio perenne per una perfezione malvagia che la porta eternamente davanti a uno specchio, perchè si sa che le ballerine si guardano costantemente allo specchio. e se lo specchio mostra te, ma una te che non sei tu, o che almeno non sai ancora di essere, ti senti incompleta. quando ti senti incompleta, cerchi la perfezione, anche se può durare un solo attimo; e per trovarla sei disposta a distruggerti, e vedi te stessa ovunque, ed è allora che perdi il controllo.
esplosione di sensualità noir, mistero, intrigo, fascino assassino.
dolorosa, indispensabile la catarsi finale.
mioddio, questo è potenzialmente in ognuno di noi.
e intanto mi riascolto Il Lago dei Cigni, che è sempre una suggestione immensa.
grazie, Darren Aronofsky, per questa perla d'inquietudine.
regia nevrotica e sinuosissima con camera a mano che balla con la Portman, a tratti claustrofobica. Winona al tramonto, Mila porchissima, Cassel spietato edonista che per l'arte sacrifica tutte, mamma Hershey che non sa più dove sbattere la testa perchè vuole che la figlia decolli senza però mettere il muso lontano da lei.
e poi c'è lei, la Regina, Nina. in costante tensione, un doppio misterioso e inquieto in palese contrasto col candore del Cigno Bianco. la scoperta della sensualità più oscura e travolgente del Cigno Nero che si insinua in lei, non senza una disperata lotta che è ascesi e crollo al tempo stesso. sacrificio perenne per una perfezione malvagia che la porta eternamente davanti a uno specchio, perchè si sa che le ballerine si guardano costantemente allo specchio. e se lo specchio mostra te, ma una te che non sei tu, o che almeno non sai ancora di essere, ti senti incompleta. quando ti senti incompleta, cerchi la perfezione, anche se può durare un solo attimo; e per trovarla sei disposta a distruggerti, e vedi te stessa ovunque, ed è allora che perdi il controllo.
esplosione di sensualità noir, mistero, intrigo, fascino assassino.
dolorosa, indispensabile la catarsi finale.
mioddio, questo è potenzialmente in ognuno di noi.
e intanto mi riascolto Il Lago dei Cigni, che è sempre una suggestione immensa.
grazie, Darren Aronofsky, per questa perla d'inquietudine.