28 giugno 2011

ruvido

non scorre più liscio come prima, e un lenzuolo ora sembra pesare come se fosse di piombo.
ci si sveglia ancora un po' a metà
fra l'incoscienza del vero
e la responsabilità dei sogni
e tu non hai ancora fatto niente
per cambiare...

26 giugno 2011

life kills

io ero pigramente sdraiata sulla panchina sotto l'ulivo, a fumarmi le mie mille sigarette, quando hai sfondato le mie porte della percezione, con la tua stupida cresta e i tuoi stupidi occhioni. e il tuo sguardo è stata l'unica cosa capace di incuriosirmi dopo un secolare appiattimento. le prime volte che abbiamo chiacchierato, quando sgranavi gli occhi incredulo se ascoltavo gli alice in chains, e adoro lynch, e vaffanculo al matrimonio e agli anelli, e già si presagiva un incastro perfetto. mesi di un cercarsi disperato, velato, chè non si poteva sputtanarsi, eppure ci si cercava con i gesti, con mezzi sorrisi, con mezze chiacchiere quando gli altri erano già andati a dormire. ah, quanto me la ricordo bene, la speranza di poter rimanere un po' sola con te... e poi tutto ha fatto il suo corso.
nei miei aneliti disperati, c'è ancora la stessa forza, virulenta, contagiosa, infestante, nella ricerca di te. succhiare la vita a ogni bacio, sentire il tuo petto sollevarsi, piano, mentre i nostri occhi partoriscono desiderio, ed è con rabbia accecante che ti voglio, solo mio, anche se mi puoi annullare con poche parole.
l'immagine di te su di Lei è una cosa inenarrabilmente atroce. le bugie, l'inganno, l'ingenuità con cui ti ho creduto, con cui ti ho voluto credere, DOVUTO credere per non spezzarmi.
ora ho il corpo immobile e l'anima che sanguina, non ho la forza di toccare niente, fingo di essere morta, un serpente che non vuole farsi uccidere. resto ferma, cerco di fissare un punto bianco, che sia il più neutro possibile, per non esplodere di nuovo

non metterò punti perchè, in un ciclo infinito, la vita uccide...

again, and again, and again...

19 giugno 2011

la volpe

prova ad addormentare le mie paure, per me l'uva è ancora un po' troppo acerba. vedi, mio caro, sto andando alla deriva da ogni tipo di forma che potessi assumere. non ho idea di cosa succederà, e sai cosa? non me ne frega niente! sono riuscita anche a morire, perchè cercare di trovarci un senso... 
odio terribilmente le bandiere. le uniche a non offendermi gli occhi sono quelle col teschio sopra e lo sfondo nero... dai, quelle innalzate sulle navi di quei gioviali giovanotti che amano il rum e le buone compagnie, e apprezzano le donne, e loro, oh, sì!, sanno come si trattano le donne.
ma allora annusiamoci! e assumiamo quelle buffe posizioni da animaletti. chi vuole storcere il naso, che lo facesse... tanto ci sono gli eletti e quelli che non lo sono, e a me stanno ancora sul cazzo gli ebrei, non meno dei democristiani, ma più dei vegetariani.
e comunque al di fuori del sentirmi inutile, vaffanculo! anche presa alle spalle, mica mi faccio fottere... sono troppo annoiata per stare al gioco delle persone banali. voglio solo prendere venti chili di droga mista, spararmeli tutti insieme, fare la pervertita, poi se muoio, perdavvero, pace.

qualche banana al forno forse la nutrirà...


(imburra la pancetta! impancetta la salsiccia!)

05 giugno 2011

call me yours

voler essere il baricentro dei tuoi pensieri sempre, e, spostandomi, farti vacillare, e perdere l'equilibrio.

non riesco a dire nient'altro... dove un essere umano non può, arriva Faber.
UN MATTO
(dietro ogni scemo c'è un villaggio)

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai d'imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky e malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
una morte pietosa lo strappò alla pazzia..

una notte non può essere buona senza del vino, senza un amico, senza un libro, senza amore.